Una nuova ondata di precari “elettorali”

Vedo innalzarsi trionfali peana per l’avvio del piano sull’occupazione della Regione, chiamato con un livello di fantasia un pochino eccessivo (ehm,ehm) “Lavoras”che, ancora prima di iniziare avrebbe prodotto una diminuzione della disoccupazione.
Insomma, più che un piano per il lavoro, un miracolo per il lavoro.
Il Presidente Pigliaru e i numerosi corifei in Giunta e anche fuori inneggiano felici ad una progetto quasi storico che avvierebbe a soluzione il cronico problema della disoccupazione in Sardegna, per il momento solo a tempo ma, come dice il Governatore, i cantieri promossi dal piano Lavoras “ potrebbero generare altri posti di  lavoro”.
Potrebbero, appunto.
Si tratta per la maggior parte di cantieri per rifare giardinetti, riparare buche o roba appena appena più utile, insomma di scuse per occupare  in qualche modo gente disperata.
Per carità, capisco benissimo che in certi casi tutto fa brodo, quello che voglio dire è che con maggior saggezza le stesse risorse potrebbero creare più lavoro o forse anche un pò meno ma almeno vero e duraturo.
La verità, e la conosce benissimo anche Pigliaru, è che in questo caso si tratta di posti di lavoro di puro carattere assistenzialistico, di soldi pubblici spesi malamente in opere di dubbia utilità ma di certa incapacità di generare lavoro vero, quello di cui hanno bisogno i sardi, i giovani ma non solo.
Abbiamo già vissuto esperienze analoghe e non ci siamo dimenticati il piccolo esercito di LSU (lavoratori socialmente utili) che ci hanno lasciato in eredità e che, anno dopo anno, sono stati prima più o meno stabilizzati e poi  in parte riassorbiti con grandissime difficoltà.
La Regione e i Comuni non devono fare occupazione con misure di questo genere, questo è una delle forme peggiori di assistenzialismo perché illude la gente di poter avere un futuro, è vero che non lo dicono esplicitamente ma sotto sotto le persone coinvolte sognano e si aspettano proprio quello, un’assunzione nel pubblico impiego.
Un’assunzione che non arriverà ma arriverà invece una situazione che genererà illusioni, delusioni, proteste, occupazioni e tutta la lunga e drammatica serie di eventi che abbiamo già visto tante volte in passato.
Il lavoro vero, quello sano e duraturo, lo crea il mercato e il compito delle istituzioni è quello di creare situazioni in cui le imprese possano prosperare e assumere la gente, pagandola bene (non 700 euro al mese) e assicurandogli un futuro tranquillo e dignitoso.
Non un futuro che si annuncia già da adesso incerto, pieno di rivendicazioni, di strazianti appelli a progressivi rinnovi.
Insomma, la sinistra continua a fare sempre gli stessi errori senza da essi imparare niente, o forse sanno benissimo cosa stanno facendo ma con le elezioni regionali alle porte ……… sono certo che ci siamo capiti!
Se  avessero destinato i 128 milioni a ridurre l’Irap  avrebbero creato veri posti di lavoro, forse un po’ meno dei precari che farà “Lavoras”ma sicuramente di maggiore stabilità, ma così certa politica non avrebbe avuto meriti da  vantare a febbraio del 2019.
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