Dazi a chi ?

Leggo sui giornali che il Ministro dello Sviluppo Economico Dimaio, evidentemente ispirato dall’esempio del Presidente USA Trump, propone di introdurre dazi anche sulle merci importate in Italia.
O almeno, se ho capito bene, prende in considerazione l’ipotesi.
Ora, è di tutta evidenza che i dazi convengono, forse, solo ai paesi che hanno una bilancia commerciale passiva, cioè che importano beni dall’estero in quantità superiore a quella dei beni esportati.
In quel caso, tralasciando altre considerazioni che rendono comunque svantaggiosa la faccenda, mettere dei dazi sui beni importati ha un senso logico, cioè quello di renderli più costosi rispetto agli stessi beni prodotti in loco e magari per questa via sostenere la produzione endogena.
Naturalmente si tratta di una strada a dir poco scivolosa perché è abbastanza evidente che le nazioni colpite dai dazi a loro volta ne imporranno altrettanti sulle merci provenienti dai concorrenti e così via, in un lungo rincorrersi che almeno in teoria porterebbe ad imporre dazi più o meno equivalenti su tutte le merci prodotte da tutte le nazioni.
Il risultato sarebbe quindi quello di avvantaggiare quei Paesi che importano più di quanto esportano perché importerebbero di meno e consumerebbero maggiormente prodotti locali così rilanciando l’economia interna.
Questo almeno in teoria e volendo ignorare una lunga serie di fattori che rendono di gran lunga più conveniente avere il minimo possibile di dazi.
Ma facendo finta che non esistano altri effetti negativi, che i dazi convengano più ai paesi importatori pare talmente evidente che non necessita di particolari spiegazioni a favore.
Allora mi viene il dubbio che il Ministro Dimaio non sia ben informato sulla situazione del Paese che, con il suo partito e con l’alleato leghista, si trova a governare.
L’Italia ha chiuso l’anno scorso con 450miliardi di bene esportati a fronte di 400 di quelli importati, con un bilancio positivo per 50 miliardi.
Addirittura se si escludono i circa 100 miliardi di prodotti petroliferi (acquisti obbligati e quindi sui quali certamente non si possono imporre dazi) la bilancia commerciale italiana è attiva per 150 miliardi.
Esattamente l’opposto degli Stati Uniti nei quali i dazi, se mai avessero un senso economico, sicuramente ne avrebbero uno logico.
Come possa, in questa situazione, qualcuno sano di mente pensare di imporre dazi sui beni importati in Italia, così esponendosi ai corrispondenti provvedimenti degli altri paesi, è davvero un mistero incomprensibile per una mente normalmente ragionevole.

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